Il Sito Ufficiale di Fran Tarel dal 1999
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Ero immersa fra tanti pensieri,immaginando noi distesi su un prato senza fiori e fusi nei nostri meandri di passione, sententendoli scorrere burrascosi come da un cielo che non piange da troppo tempo…e finalmente si sente libero,come me,come te. Ti guardo che mi usurpi della mia fragile anima e sei soddisfatto di questo traguardo,tagliato da un soffio di vento gelido che mi ha tagliato tanto dolcemente quanto senza ogni limite di pietà esistente. Mi sento come se fossi il mio ancoraggio nel quale cerco un tuo vestigio,ma tu non lasci ombre, lasci che io nella tua ricerca venga abbagliata perché io possa non trovarti se non nei sogni. Io spicco il volo affondando in infiniti e solenti baci che solo tu sai darmi e sai diventare il palliativo che mi consola solo con il senso di averti accanto e mi fa passare il dolore di un mondo fermatosi con la mia presenza come se fossimo legati da un duro lespo che ama la sua terra arsa dal sole e che non vuole se non una goccia delle tue lacrime per diventare grande. E la mia mestizia è la tua linfa perché ora posso spiarti fuggitivamente e leggere nei tuoi occhi la voglia di stringerti a me senza parole ma solo con il cuore…con l’amore paterno di chi sa amare e proteggere sotto il proprio mantello, dove io mi sento finalmente a casa. Ma pare tutto un emozione melliflua e alle mie curiosità tu rispondi con un sorriso e mi stravolgi il corpo…ogni tuo gesto dedito a compensare un desiderio che voglio realizzare per renderti felice perché voglio servirti come se fossi discepola di Dio,quello in cui non credo ma che so che mi ha punita per la troppa voglia di desiderare morbosamente la realtà di un altro che non è la nostra. Perché io non so se ti vivo o se sei solo notte dopo il giorno. So che ora sei disteso con me sopra a questa verde tavola immaginaria che sfioro con la mano a gesti che spaziano tra noi e subito mi copri gli occhi per farmi smettere di guardare perché posso viaggiare dove nessuno può venirmi a prendere per riportarmi indietro…ed io stringo dolcemente il tuo corpo e sentendo il tuo respiro mi capacito di quando sia grande la bellezza di stare più di quella dell’essere. Ma quello che sono non lo nascondo te lo faccio osservare senza modificarne l’essenza perché io ti sento che la tocchiamo questa terra,e insieme assistiamo a un evento che cambia ogni cognizione e che arricchisce un quadro privo di senso. Tu continui a guardare le ultime gocce che il cielo ci offre,io accanto a me ho assistito alla nascita di un fiore. TU