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Giovanna Balsamo

Stupidi
Tanti stupidi affascinati da fiocchi dorati, abbagliati dall’apparenza, si spellano le mani per applaudire consueti luoghi comuni. Troppi stupidi calcano desuete orme:non vedono, non ascoltano, non comprendono, mortificano e calpestano. Quanti stupidi distorcendo la realtà, vivono stupidamente:convinti che siano tutti stupidi, perché hanno perso la capacità di discernere. Intanto che il mondo si popola di stupidi, che fanno scelte stupide, sono diventata stupida anche io:per convenienza, per stanchezza o forse per rassegnazione. Ma poi, vedo le nuvole diradarsi e riesco ad aprirmi un varco fra le siepi. Un viottolo mi conduce in una campagna dove mi attende una vendemmia:pigio l’uva per farne un vinello dolce. Mi assopisco e tutto mi pare più leggero, ma solo per un po’… Nulla muta al mio risveglio: rassegnata mi lascio plasmare come duttile argilla. Riesco ad entrare nelle formine, nelle bottiglie, nelle scatole vuote. Divenuta fragile materia, frano sotto i piedi di chiunque lo voglia e vengo calpestata. Assumo tutte le forme socialmente accettabili. Imparo a sorridere delle cose futili. Mi nutro di quell’orribile vacuità, che solo le cose stupide riescono a dare, ma poi comincio a sentirmi sola, svuotata, sventrata… Allora comincio a camminare all’indietro, come un granchio, per ritrovare il gusto che ho perso lungo la strada. Vado controcorrente, inciampo nei miei vecchi passi e finalmente mi ritrovo. Prendo per mano la mia me, che vagava smarrita nei folti boschi del niente:la riscaldo dal gelo dell’indifferenza e la nutro con la promessa di tanti domani. Indosso le mie ali più belle e volando, osservo con compassione un gregge di pecore sbavare dietro falsi traguardi e mi compiaccio di essere quello che sono; perché a differenza di chi non è, io per me stessa, voglio esserci sempre…
Giovanna Balsamo