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Giovanni Trovato

Mi fermerei dentro una tua lacrima… mi farei raccontare da dove viene… il suo dolore. Immerso nel suo tepore guarderei attraverso… vedrei i tuoi occhi tristi, pieni di altre lacrime, formare un fiume tiepido portarmi sull’angolo delle tue labbra. Là approderei asciugandomi col tuo respiro… mi tufferei in quel fiume che scende giù, giù, per cadere, dopo un breve volo, sul tuo seno, per morire, dolcemente disteso, al battito del tuo cuore…

Giovanni Trovato

Chi può fare immaginare la vita ad un immortale angelo? Come potrebbe capire la disperata sensazione della morte inevitabile? Come esprimere la fuggevole felicità di pochi attimi o il desiderio di realizzare un sogno? Fargli capire che ci si abitua a vivere, come per sempre, mentre si cambia allo specchio, nel tempo di un pensiero nell`eterno o di una lacrima, nel vederci ridotti in questo stato…?