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lovelybear82

Mentre il sole tentava di farsi spazio tra le nuvole, due figure in lontananza s’incamminavano fianco a fianco lungo l’estesa scogliera che costeggiava il mare, con il cuore tempestato di ricordi e l’anima in avaria. Quel pomeriggio non c’era nessuno a parte loro sulla spiaggia gelida e priva di colore. Si erano dati appuntamento al molo, per salutarsi prima che Maggie salisse sul treno delle quattro. Era trascorsa mezzora ormai da quando avevano iniziato a camminare e nessuno dei due aveva ancora pronunciato parola. Quello che per Sammy avrebbe rappresentato un semplice “arrivederci”, per Maggie sarebbe stato un addio definitivo. E più ci pensava, più voleva convincersi del contrario. Sammy, di suo, non aveva chiuso occhio tutta la notte, non sapeva davvero cosa fare per uscire da quella gabbia di cristallo in cui si era rinchiuso. Sapeva di non essere in grado di vederla partire, era certo di volerla ma del resto non sarebbe stato giusto condannarla a vivere con un malato. Per non parlare poi della sua incostanza con le donne. Non riusciva a tenersene una per più di un mese. «A questo punto non resta che salutarci» un nodo alla gola le impedì di pronunciare correttamente la frase. «D’accordo, come vuoi. Allora arrivederci, Maggie» le disse stringendole le mani gelide. «A presto Sammy. Riguardati» “Addio amore mio, sii felice per me” Come ultimo saluto, lo baciò dolcemente sulle labbra e corse via.

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Ero convinta bastasse l`amore a colmare il vuoto lasciato da una storia finita male. Donare anima, cuore, corpo, essenza, per essere ricambiata. Mi sbagliavo. Dopo dieci lunghi anni di agonia, di sogni spezzati, di silenzi velati e parole non dette; dopo aver atteso mezza vita il ragazzo che mi aveva rubato il cuore da bambina, e avergli riservato intatti i miei sentimenti, come la prima volta in cui i nostri sguardi si erano incrociati; dopo tutto quel naufragare, mi ha baciata. Mi ha voluta per sè. “Ma l`amore?“ gli chiedevo sempre “Tu non mi ami. Perchè mi vuoi con te?“. Il suo sguardo severo mi ammoniva. “Mi hanno ferito troppe volte“ diceva “Ho bisogno di potermi fidare ancora“. E mi ha trasformata in un burattino innamorato da prendere e lasciare a piacimento. Una certezza per lui. Un vortice di follia per me, che ho perso ogni contatto con la realtà. Poi mia ha lasciata definitivamente, una volta finita l`estate. Con ciò che restava del mio cuore sono tornata a casa. I nove mesi seguenti a pensare a quando l`avrei rivisto. E così è stato. Un`altra estate d`amore. Questa volta cercando di costruire presupposti migliori. Seduta sulla panchina del porto, la luna su noi, la sua testa sul mio grembo, i suoi capelli tra le mie dita. “ Vuoi sposarmi?“ mi chiese. La paura si fece spazio cacciando la gioia. Ma la voglia di amarlo era più forte. Mi fidai. Lo amai ancora. Mi lasciò definitivamente due settimane dopo. “Devo potermi fidare. Ma non riesco…“ le sue ultime parole. E sono morta. Di nuovo. Per sempre.