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Mi fai stare bene, mi fai stare bene e di stare bene non mi stanco mai.

Biagio Antonacci

Tienimi dentro di te, ti imploro.
Voglio essere la tua casa, tua madre, la tua amante e il tuo figlio…
Ti amerò dal panorama che vedi, dalle montagne, dagli oceani e dalle nuvole, dal più sottile dei sorrisi e a volte dalla più profonda disperazione, dal tuo sonno creativo, dal tuo piacere profondo o passeggero, dalla tua stessa ombra o dal tuo stesso sangue. Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te.

Frida Kahlo

Mi piace guardarti quando nessuno ti vede, mi piace la persona che sei solo con me.

Virginia Woolf

Ho perso me stessa quando ho perso te – I lost myself when i lost you.

Lana Del Rey

Senza di te un albero non sarebbe più un albero. Nulla senza di te sarebbe quello che è.

Giorgio Caproni

Keep your move in sight at all times while you’re at my love.

John Lay

Per Valeria

Ciao meraviglia della natura, ogni sogno non è in grado di rappresentarti ed ogni realtà è incapace di darti merito, nessun desiderio può contenere la speranza di averti e la gioia che puoi dare ai comuni mortali rimane incontenibile.

Anonimo

Svestirsi degli abiti di scena e mostrare la sola anima nuda: è bello quando con un amico vero si può…

Giovanna Balsamo

Puoi posizionare la tua chiave di violino all’inizio di un pentagramma, oppure nel vento, fra la pioggia, fra sonore risate: sarà un valzer di note. Quando i motivi ti suonano dentro…tutto può diventare musica…

Giovanna Balsamo

Il dolore…

Il dolore degli altri lo guardi attraverso un vetro: ti sfiora ma non ti tocca. L’altrui patimento ai nostri occhi appare appena appena sfocato: è un po’ come se lo vedessi attraverso spesse lenti. Ne senti l’eco e pensi sempre che sia lontano anni luce da te. Non ci pensi al tuo dolore, fino a quando non ti tocca personalmente. Quando il tuo dolore rompe il vetro dell’oblio in cui era assopito, ti succede di risvegliarti nel bel mezzo della notte con la fronte sudata e una fitta allo stomaco. È allora che entri a stretto contatto con la tua sofferenza. È come se distrattamente urtassi una teca di cristallo e da essa fuoriuscisse un fiume in piena sfuggito agli argini. Vorresti soffocarlo con un cuscino il tuo dolore…ma non puoi: riesci a malapena ad attutirlo. Lo zittisci ma lui ritorna. In alcuni momenti ti pare di averlo ammutolito: non lo senti…ma poi in maniera subdola e silenziosa, lui ritorna più prepotente e violento che mai. E tu dai schiaffi mentre vorresti ricevere carezze. Urli, scalpiti e prendi a calci la tua rabbia. Tante le parole di circostanza, tante le carezze, copioso e talvolta sincero il pianto di chi ti avvicina e condivide le tue lacrime. Ma dopo un po’, passata la bufera rimani sola. Nessuno vuole sentirti più urlare. Il dolore fa troppo male e nessuno vuole il tuo dolore. Così tu rimani lì fra alberi sradicati, rami secchi e foglie ingiallite a fissare la pioggia: la senti, ti bagni…ma sei senza ombrello. Soffri tanto e vorresti parlare ancora della tua sofferenza, ma non puoi più farlo. È come se il dolore avesse una scadenza e dopo un po’ tu dovessi necessariamente sbarazzartene. La vita nonostante tutto continua, devi andare avanti…ma tu hai solo tanta voglia di voltarti indietro. È allora che cominci a ridere: accenni brevi risate che sanno di pianto. Improvvisamente ti senti sbagliata e fuori luogo. Ti par d’essere una voce bianca fra voci scure, una nota stonata in un coro di note affiatate, un tamburo fra fiati e flauti. Fingi di piangere lacrime di felicità, mentre vorresti piangere lacrime di dolore. Non tutti riescono a distinguere il pianto. Così ti ritrovi a piangere lacrime truccate di gioia: trasparenti. Perchè le lacrime si somigliano fra loro, sembrano tutte uguali: quelle di gioia…hanno lo stesso colore di quelle del pianto…

Giovanna Balsamo