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Rivaldo rimasto solo!

Soffrire non mi basta più, l’ho fatto tutta la mia vita.
Voglio amore, gioia, tenerezza e piacere. Quella che almeno si può chiedere, quella che almeno si può tentare di dare.
Credo proprio che siamo arrivati al dunque. Quando il comandante esce dalla trincea e grida “ chi mi ama mi segua”. Io penso di averti dato qualcosa in questi tumultuosi mesi. Di avere spaccato un po’ di nodi, sassi, difficoltà, problemi. Mi sento pieno di lividi, ma non me ne pento. Sapevo. E sono lividi che non dipendono solo da te, ma dal mio cieco, spasimante dibattermi di tante di queste notti, volto nel pavimento e buio nel cuore. Ma questa è la vita, e ci sono dei prezzi.
Preferisco piuttosto non vederti più, non scriverti più, non parlarti più.
Preferisco perderti adesso, dove comunque l’emozione mi crea “un buon ricordo”, che incancrenire sopra un’immagine, un’idea, un volto che ho amato, che amo e che non voglio buttare nell’angolo delle cose peggiori. Se tanto dovesse deludere la premesse.
Preferisco tagliarmi la lingua che dirti cattiverie, la mano che scriverti volgarità, cavarmi gli occhi che guardarti con ferocia.
Non sono “di mezze misure”, questo l’hai capito. Aiutami. Se veramente mi vuoi bene, se pensi di non poter mai, non dico essere nella mia vita e per la mia vita, ma nemmeno darmi qualche fresco angolo della tua esistenza, dividere qualche momento giusto e “lasciare che le cose vadano per il loro verso”, se è così, allora ti prego lasciami andare, fammi questo regalo, lasciami scorrere sull’acqua della tua vita, in breve sarò lontano e tutto, dolcemente, finito.