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Roberto Casio

Quali parole per dirti per l’ennesima volta che tra noi tutto è finito?
Quali parole per esprimere una tristezza che neanche cento pozzi allacciati riuscirebbero a contenere?
A questo punto sono arrivata: a chiederti perdono per un distacco che da principio non ho voluto io, ma che solo adesso, dopo mesi di incomprensione e dolore, capisco nella sua reale portata.
Hai avuto ragione a lasciarmi, anche se io non lo sapevo allora, e per questo mi spiace profondamente che tu avverta le cose in maniera diversa, ora, perché avevi visto giusto quando mi hai detto che non ero capace di renderti felice, che ti sentivi sempre più solo con me; per questo, mio amato di un tempo, t’imploro di ripensare a quei mesi addietro e a non cadere nella dolce trappola della nostalgia di fronte alla solitudine.
Se c’è una cosa che so dell’amore è che vale quanto lo zampillo di una fontana dopo l’inverno; non credo che possa rimanere sempre estate e allora, forse l’amore decisivo sarebbe quello di nutrirsi di stalattiti nelle grotte in cui ci rinchiudiamo, nelle nottate più lunghe della nostra vita.
Tra noi c’era zampillo e aria e ossigeno, ma alla prima nottata ci siamo voltati le spalle e abbiamo cercato conforto in noi stessi. Un amore stagionale dunque, protrattosi perfidamente e magicamente per anni, ma definito dopo pochissimo tempo.
Perché poi sia finita e come… non saprei dirlo e da qui nasce questa tristezza che – scusa perché so di farti molto male a dirlo – mi sta trasformando il sangue in calce nelle vene.
Mi sento così pesante, a volte, che potrei fare da muro portante di un ospedale per pugili suonati.
Eppure, con tutto quello che sei stato per me, se dovessi immaginare le tue mani sulla mia pelle non penserei al sangue che si scioglie ma a un quieto riparo di foglie gialle che poco scaldano, poco agitano. Sono dura, lo so, ma è meglio così.
Quando tornerai a capire anche tu da quanto tempo non eravamo più vicini, saprai che avevo ragione. E allora, il tuo respiro lascerà la palude e tornerà quel fiato di ciliegio in fiore e di violino che ho conosciuto un giorno di tanti anni fa.
Ma tu, ciliegio e calce, sarai sempre una parte – se non la parte – fondamentale della mia vita.