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Solitario & notturno

La passione d’amore costituisce l’apice dell’esperienza umana, fa attraversare territori oscuri, in cui si radunano i significati più profondi dell’esistenza: la scoperta del “sé“, dall’esaltazione fino al proprio annullamento, la percezione dell’unità di tutte le cose o della loro tragica separatezza, il sentimento della pienezza della vita o della sua mancanza di senso. Perciò la poesia ha narrato l’amore. La poesia mette di fronte al potere del “mito“, che permette di afferrare con un colpo d’occhio la connessione delle esperienze umane: la felicità con la sofferenza, la vita con la morte. Un volto dell’amore é la passione. Nella “poesia dell’amore“ “cortese“ l’amore viene trasfigurato nella passione che brucia gli amanti e li rende necessariamente separati, poiché avvinti da qualcosa che li sovrasta. Nel Romanzo di Tristano la passione dei due amanti trascende ogni legame e ogni responsabilità sociale. Ma è anche incapace di trovare approdi e conduce invece alla morte. La poesia contemporanea ha esplorato l’aspetto ordinario e terrestre del desiderio, che conduce a una conoscenza, di cui fare tesoro. Così il poeta inglese Thom Gunn descrive il piacere del tatto tra due amanti sotto le coltri: “A contatto con la persona amata stilla un oscuro e vasto reale, come in continua creazione“. Contro questa profondità e ambivalenza dell’amore si stagliano invece i sentimenti minimi e spettacolarizzati degli show televisivi, che vivono in una superficie priva di sfaccettature. Può ancora la poesia insegnare la conoscenza dell’amore?
DIREI PROPRIO DI NO E` UNA GRANDE DELISIONE!!!!!! …parlo dell`amore ovviamente.