Il Sito Ufficiale di Fran Tarel dal 1999
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IL TRADIMENTO

Mi colpisce sempre il diverso, enormemente diverso, peso che ha l’idea di chi tradisce rispetto a quella di chi è tradito.
Il tradimento scatena in chi lo patisce le peggiori reazioni dell’istinto di sopravvivenza.
Chi tradisce minimizza, chi è tradito ingigantisce; chi tradisce è reticente, chi è tradito brama di insana curiosità; chi tradisce non si rende conto del male che fa, chi è tradito crede che peggio non possa capitare.
Il tradimento può sanare amori malati; una terapia pericolosa, anche perché recidiva e non sempre la cura ha effetti positivi. Siccome in fin dei conti è anche una cura piacevole, quando la si adotta spesso significa che non c’è malattia, ma solo malati immaginari, cioè non c’è amore. Tutti, prima o poi, chi più chi meno, siamo traditi o traditori. Lo siamo per natura, lui per istinto di conservazione, lei pure.
Sono i maschi che tradiscono più delle femmine? Mah, mi sembra ridicolo dirlo, pensarlo anche. Per un ordine algebrico, almeno che i maschi non si tradiscano da soli o tra loro, direi che ad ogni traditore si accompagna una traditrice.
Ninfomani o maniaci a parte.

(Fran Tarel)

Le Vostre Esperienze

come ci siamo incontrati? se ci penso rido ancora! io pivellina alle giostre con la mia amichetta e arriva lui,180 per90 kg capelli alla dragon ball biondi sguardo cattivo scarpe rosso fuoco! ah ah ah… quanto ti ho preso in giro! e quanto ti ho disprezzato quando hai preso quel povero sfigato e hai iniziato a prenderlo a pugni! quanto eri rozzo e stupido ai miei occhi! poi ricordo lo stupore nel vederti passeggiare qualche giorno dopo nel corridoio della MIA scuola! e le risate con Nancy nel prendere in giro te e il tuo amico,piccoli timidi e silenziosi mentre noi vi presentavamo la piu brutta del nostro gruppo dicendovi che vi voleva conoscere! ridevo e pensavo a quanto tu fossi stupido! mai piu avrei pensato che saresti stato il mio priomo e vero amore,non avrei mai pensato che la mia prima volta sarebbe stata con te,non avrei mai immaginato della cotta e delle lacrime che tu avresti per sempre inciso nella mia mente!

gastal2002

Tutto è nato come un gioco, preso con superficialità e distacco…. era solo sesso e nulla più, un incontro di corpi che cercavano solo piacere, un`anima delusa dall`amore che voleva solo giocare e nulla più, ma poi tutto è cambiato , quell`anima è tornata ad essere la romantica di sempre ed ha cominciato ad amare di nuovo, dimenticando il male che le era stato fatto. Ha amato con tutta se stessa quell`uomo che era di un`altra e che non sarebbe mai stato suo….. e così, l`anima, di nuovo sofferente ha abbandonato il suo amore impossibile, che voleva solo giocare con lei. I giorni passano e l`anima si strugge d`amore e non resiste, torna da lui, rivive la passione andata, e mai dimenticata…. bacia, abbraccia accarezza il suo amore impossibile….. finchè un giorno, quell`uomo che lei credeva irraggiungibile, diventa vicino, forse troppo vicino…. cosi vicino da poterlo persino vedere alla luce del giorno, senza più essere un vampiro. L`amore impossibile ora è sbocciato come un fiore in primavera, l`uomo aveva scelto… e la sua scelta è caduta su quell`anima fragile che tanto lo ama….. Lui ha scelto…….. Ma quanti dubbi quante paure…… Sicuramente, si dice l`anima, ci saranno momenti difficile, scogli difficili da ragiungere, ma lei per il suo amore, una volta impossibile ma ora reale, sarà sempre pronta a lottare…..

puccia 77

E come si sente un`amante innamorata? Nessuno se lo chiede? Se si tradisce è perchè ci sono dei problemi col partner abituale, percui si cerca altrove, ma se l`altro/a si innamorano? Se conosci il partner ufficiale e tradisci l`amicizia perchè sei veramente innamorato? e lui o lei sta con te che conosci il compagno perchè a sua voltas si è innamorato?Quella dell`amante èuna sofferenza peggiore di quella del tradito, il compagno del traditore, sa che il suo amato/a tutte le notti le passa con l`altro/a, che tutti i giorni di festa è con lui/lei…si è vero che si inventerà storie incredibili per farsi perdonare le assenze, ma l`unico modo per farsi veramente perdonare è avere il coraggio di prendere la nuova via che la vita ha indicato, perchè la vecchia in ogni caso ormai è marcia! Io sono una amante, sono innamorata di un uomo che si è innamorato di me ma non ha il coraggio di lasciarla, ha provato a lasciare me un`infinità di volte ma torna sempre….perchè allora mi uccide lentamente giorno dopo giorno e non si decide a stare con me e basta?

stefano.stefe

..mi hai mentito…mi hai donato parte di te che in realta nn esiste…Chissa mai perche l uomo ha paura di mostrare la semplice grandezza che fa di lui un essere immenso ed infinito…Infinito. Come l `amore che hai inventato e falsificato.Chiamandolo verita.Dicendo era tutto vero…tutto vero…Di vero nn c` e nulla…solo il mio dolore.

tweety.77

Sondaggio online: le donne le più inclini a una scappatella Amori in ufficio? In nord Europa si fa di più In Svezia, Norvegia e Inghilterra una persona su due ammette un flirt con un collega. In Italia e Spagna lavoratori più diligenti STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU` LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Sfatato il mito dei popoli calienti, almeno in ufficio. È nei Paesi del Nord Europa che scoppiano in maggior numero relazioni amorose con colleghi di lavoro. Lo rileva un`indagine condotta sul web in tutta Europa da Monster, leader mondiale nella ricerca di personale su Internet, ribaltando un luogo comune: i Paesi mediterranei cedono infatti il passo a quelli più freddi.

Secondo la ricerca in Svezia e Norvegia la percentuale di coloro che ammettono storie d`amore tra le scrivanie tocca il 55%. In Inghilterra, addirittura il 60% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto, almeno una volta, una relazione sul posto di lavoro. Il dato si scontra con la percentuale di italiani e spagnoli che non supera il 48%.

Un altro dato che emerge dal sondaggio è che le donne sembrano più propense ad avere una relazione in ufficio rispetto agli uomini. La percentuale di donne che ha risposto all`indagine è, infatti, più alta rispetto a quella degli uomini e, in percentuale. Il dato è, inoltre, quasi univoco: in quasi tutti i Paesi, infatti, sono più numerose le donne che hanno risposto affermativamente rispetto agli uomini. In Lussemburgo, la percentuale delle donne che ammette di aver avuto una storia d`amore in ufficio è addirittura più del doppio di quella degli uomini.

Esaminando i dati legati all`Italia, invece, si nota un perfetto equilibrio tra lavoratori romantici e quelli più diligenti e dediti solo al lavoro. Su un numero di 2.725 intervistati, infatti, il 26% degli utenti di sesso maschile ha risposto negativamente alla domanda, contro il 22% delle risposte affermative. Per le donne le percentuali non cambiano molto, poiché il 26% si dice coinvolto in una relazione tra le mura dell`ufficio e il 24% risponde di non essere mai andato oltre la semplice collaborazione professionale.

Al sondaggio, condotto on line a gennaio attraverso il network di siti Monster in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, hanno risposto 36.950 gli utenti di Monster, 18.365 uomini e 18.585 donne.

Eh Eh Eh Eh!!!

`Coraggio torna dal tuo ex…,mi auguro solo che il tuo ex..ti faccia cio`che tu hai avuto il coraggio di fare a me..,visto che io non ho il coraggio di fare una simile..cosa..,amalo amalo con tutto il cuore..ma ricorda..Nessuno ti Amera`quanto ti sono riuscito ad Amare io..e soprattutto..nessuno avra`forza x dichiararti il proprio amore..in ginocchio..,sei solo penosa..ma la colpa non e` tua…e`solamente mia che ti Amo..e ti voglio Ancora..,“Dire ti Amo..“e`una parola..splendida..e pesante da dire..,io ne so`il significato..,tu me l`hai detto..e vai con l`altri..e mi dici che debbo pensarci bene prima di pronunciarla..,forse sei tu che dovresti pensarci bene ..prima di pronunciarla..dopo aver calpestato il cuore..di un innamorato pazzo…`

Giorgio Coppolone

Soffro perchè ci penso troppo!
L’IO e il suo cervello : sotto questo titolo sono trascritti i dialoghi che Karl Popper e John Eccles intrecciarono a metà degli anni Settanta nella quiete di Villa Serbelloni sul lago di Como. Questo rimane certo un tentativo fra i più alti per l’incontro fra la filosofia dell’io e la biologia del cervello; ma da quelle pagine emerge la consapevolezza del filosofo e del neurobiologo che l’enigma del rapporto fra mente e cervello rimaneva ben lontano dall’essere risolto, se mai fosse risolvibile.
Eppure, come accade nelle fasi cruciali dei processi culturali, il tema del rapporto mente-cervello viene ora riproposto con frequenza sempre maggiore, quasi con urgenza. L’impressione è che il desiderio di incontro, se non di riconciliazione, tra gli studiosi di entrambi i versanti sia ormai forte. A metà dello scorso novembre a Roma il Centro Italiano di Psicologia Analitica ha promosso il convegno “Psicologia analitica e teorie della mente. Complessi, affetti, neuroscienze”, e poco prima, a Pisa, a conclusione del convegno della Società Italiana di Neuroscienze, una tavola rotonda sul tema “Psicanalisi e neuroscienze: elementi di conflittualità e di integrazione” aveva fatto trovare insieme neurobiologi e psicoanalisti. Forse ha giocato un ruolo la crescente penetrazione che gli studi sulle funzioni cerebrali hanno nella cultura generale: sono continue le nuove acquisizioni circa il modo in cui, l’una dopo l’altra, le attività quotidiane della nostra vita, le nostre emozioni, vengono tradotte nel linguaggio delle cellule nervose. Non sono sfuggite nemmeno le esperienze mistiche, l’estetica; è di questi giorni la pubblicazione della ricerca che indica le basi neurobiologiche per gli sconvolgimenti mentali che talvolta accompagnano il sentimento d’amore, e certo non è per caso che oggi a Lisbona il Convegno della Federazione della Società Europee di Neuroscienze si apra con una relazione di Antonio Damasio sul tema “Neurobiologia delle emozioni”: giorno dopo giorno, le neuroscienze si candidano al ruolo di ponte naturale fra cultura scientifica e umanistica.
E dal versante degli studiosi della psiche, è ormai attiva a Londra, con sede presso il Centro Anna Freud, la Società Internazionale di Neuropsicoanalisi, che ha dato vita alla sua rivista scientifica ufficiale Neuro-psychoanalysis , il cui programma editoriale dichiara l’intenzione di “costruire ponti tra psicoanalisi, neuroscienze, scienze cognitive e psichiatria biologica”. Proprio a Roma, a settembre, questa società scientifica promuoverà un convegno sul tema “Negazione, difese e narcisismo: prospettive neuropsicoanalitiche sull’emisfero destro”. In fondo, si sottolinea sempre più spesso, lo stesso Sigmund Freud aveva una formazione biologica, e all’inizio della sua carriera si dedicò a studi di fisiologia, anatomia e zoologia. Nel suo scritto Progetto per una psicologia scientifica cercava basi biologiche per le sue teorie psicologiche. Il tentativo fu poi abbandonato, nella espressa consapevolezza che le conoscenze scientifiche sul cervello erano allora troppo limitate.
Oggi il quadro sembra cambiato. Grazie a tecniche sofisticate anche di uso clinico, come la risonanza magnetica funzionale, che proprio lo scorso anno ha consegnato il premio Nobel per la medicina a Paul Lauterbur e Peter Mansfield, è ormai possibile seguire momento per momento il coinvolgimento dei diversi sistemi funzionali del cervello durante varie attività mentali. E gli psicoanalisti appaiono attratti da concetti derivati dalla indagine scientifica sperimentale delle funzioni cerebrali, come la memoria implicita. A questa forma di memoria, di cui non siamo consapevoli, vengono attribuite tra l’altro le esperienze vissute nelle prime fasi della vita. Ne sarebbero responsabili strutture cerebrali già attive nei primissimi anni dello sviluppo, quando non sono ancora mature le strutture che presiedono alla memoria esplicita, consapevole, quella che offre ad ognuno di noi una autobiografia. Questo – si è detto – potrebbe avere rilievo per lo studio dell’inconscio. E si fa anche strada l’idea unificante che qualunque stimolo agisca sul nostro cervello, un farmaco, una situazione ambientale, ma anche le parole di un genitore, di un amico, dello psicoterapeuta, si traduce momento per momento in modificazioni chimiche e talvolta anche microstrutturali nel nostro cervello. Ecco un passaggio comune per l’effetto di psicofarmaci e per il colloquio psicoterapeutico. Insomma, sono ormai tanti i tasselli che sembrano ricomporsi nel puzzl e; ma è ancora difficile prevedere se i fenomeni neurobiologici, catturabili dal metodo scientifico dell’esperimento misurabile, e gli eventi mentali, originati e conclusi nella sfuggente sfera del nostro vissuto, sono davvero destinati a trovare un’unica chiave comune che ne apra le porte

Terenzio Laudadio

Non so se quello che provo io sia vero amore ma io ci credo.. premetto che sono sposata da molti anni, e da 20 ho una relazione cn un mio coetaneo che ha sempre detto di amarmi, ma nn mi ha mai chiesto di divorziare, anzi da quando è rimasto orfano, cioè 10 anni, è andato a convivere cn una di 15 anni piu` grande, che dice lui le serve per accudirlo,i nostri incontri sono diventati sempre piu` rari e brevi ma piu` passionali e lui nn manca mai di dirmi ti amo, ne io ne lui abbiamo la forza di lasciarci, anche se io a volte ci penso, da quando ho incontrato l`altro in chat e ci siamo innamorati lui abita a 300 km di distanza, ma è molto presente,mi giura amore eterno, ci sentiamo tante volte al giorno, ci confidiamo e consigliamo in tutto,e sarebbe disposto a trasferirsi per vivere con me anche se per ora è ancora sposato…. ma … io sto bene in casa mio cn mio marito che mi adora,e nn ha mai sospettato nulla. Lo so sembra una storia assurda ma nn vorrei perdere nessuno di loro… che ne pensate? mi aiutate a riflettere? saluti a tutti..

Silvia

Eccoti solo…il buoi della stanza ti avvolge…sdraiato per terra nn sai cosa fare…la gola è chiusa il cuore quasi ti scoppia e l`angoscia ti pervade!! Tutti i momenti + belli passati insieme a lei ti passano davanti gli occhi e per ogni ricordo fiumi di lacrime scendono!! pensi che tutto è finito che la vita si ferma che l`amore che avevi tanto cercato era solo una vana illusione…una piccola scintilla nel buoi che avvolge tutto!! passano i giorni ti ricomponi e le chiedi perchè lo ha fatto….ma lei dice “mi dava sicurezza“…ecco questo è il momento più brutto…ti accorgi che tutto finisce per cosa? per nulla!!

walter_williams

Tradire e` una parola che gia` di per se, suscita angoscia, che fa star male, forse perche` ti fa pensare a quanto si puo` essere ingenui a fidarsi di chi ti sta vicino, di chi ti ha sempre trasmesso sicurezza, tranquillita` e sicuramente non ti ha mai dato nessun motivo per dubitare.
La verita` pero` e`, che spesso nonostante sono presenti in un rapporto tutte queste caratteristiche, (tranquillita`, sintonia, stima, lealta`) il tradimento avviene lo stesso e forse……………e ` peggio.
Il tradimento pero`, pur non giustificandolo, puo` avvenire per svariati motivi, si puo` creare una situazione particolare, puoi trovare in una persona che non e` il tuo compagno/a di vita, cio` che hai sempre desiderato, ma che non hai mai avuto; puoi riuscire a convincerti che cio` che fa lui/lei per te, il tuo compagno/a non lo farebbe mai; insomma, l` usare frode contro chi ha fiducia in te, non e` sicuramente una cosa bella da fare, pero`…..… succede!
L`ideale, sarebbe fermarsi prima del dovuto, ma sarebbe troppo semplice, troppo razionale e, siccome di razionale in un tradimento c` e` sicuramente poco, bisognerebbe quanto meno valutare bene, la propria situazione, soprattutto se si e` una coppia con figli; perche` diciamoci la verita`, chi poi effettivamente, fa i conti con il risultato (spesso drastico) del fatidico tradimento, sono proprio i figli.
Si i piccoli e indifesi figlioletti, che hanno sempre trascorso le loro giornate con i genitori, in maniera perfetta, gioiosa, felice e poi all`improvviso, dopo aver condiviso l`infanzia con entrambi, si ritrovano nella versione pacco postale, un giorno dalla mamma, due dal papa`, interi pomeriggi dai nonni e a volte dalla prima baby sitter disponibile.
Ma insomma, valutando tutto cio` e soprattutto se ci sono bambini in famiglia, e` davvero il caso di rinunciare alla tranquillita` della propria casa, alla quotidianita`, alla lealta???
Non c`e` una risposta a questa domanda, non e` una domanda facile, bisogna trovarsi nella situazione; bisogna vivere la “passione“ che forse, non provavi da tempo e ora ti ha rimesso in vita, “ l` angoscia“ per i tuoi cari che forse non lo meritano, “l`ansia“, che ti corrode ma che ti da adrenalina, la “gioia“ di vivere una nuova giornata assieme, per giudicare chi tradisce.
E si, e` facile giudicare, discriminare, dissociarsi per chi ne e` al di fuori, ma forse e` difficile per chi , pur volendo razionalmente mollare, non riesce a controllare l`istinto.



K-M.